Comunità di famiglie e trasmissione della fede

Comunità di famiglie e trasmissione della fede

III edizione dei Dialoghi in Monastero – 22/06/2019

 

Grande l’emozione e il fermento dei giorni che hanno visto il Monastero, insieme alle famiglie del capitolo e della cellula, con la fraternità San Roberto e tutti i fratelli dell’Esperienza che sono intervenuti, accogliere tre realtà oggi altamente profetiche nella chiesa: Famiglie missionarie a km0, Mondo di comunità e famiglia e Nomadelfia. L’incontro con Eugenio, con Betta e con Sandro e Donatella, nella semplicità di sguardi, parole scambiate, tavole condivise, va ben al di là dei contenuti che ci hanno raccontato, da a quei contenuti una sostanza e fa per noi di questi giorni un’esperienza di vita.

Un incontro con uomini e donne che, ognuno nella sua forma e secondo la propria vocazione particolare, tra loro diverse, ci ha raccontato, e l’abbiamo visto nei loro occhi e nel loro modo d’essere, una radicalità di adesione al Vangelo, che provoca e ha provocato ciascuno. Il racconto di scelte concrete, di vita vissuta e condivisa, di famiglie aperte al sostegno di ragazzi ma anche a sostenersi tra loro nell’essere famiglia, ha mostrato a ciascuno come scegliere il Vangelo e perdere per esso, è sempre occasione liberante di afferrare una pienezza di vita che è altrimenti negata e incomprensibile!

Mondo di comunità e famiglia, di cui Betta ci ha raccontato, è un luogo di confine, di passaggio, di accoglienza, un luogo aperto in cui alcune famiglie scelgono di rimanere e di vivere insieme, nella condivisione dei beni per condividere l’essere, per accogliere e dare casa a ragazzi che sono meno fortunati dei propri figli. Nata da intuizioni di una famiglia e di alcuni gesuiti, vive tutt’oggi una presenza dei religiosi, si presenta tuttavia come una realtà non confessionale, per poter dare la possibilità a qualunque famiglia di vivere in questa realtà per un tempo o di fare una scelta stabile, basata su valori che -radicati nel Vangelo- appartengono ad ogni uomo, valori che sono luogo e occasione di umanizzazione anche per chi non ha incontrato il Cristo nella sua esperienza di vita.

Famiglie missionarie a km 0, raccontata dall’esperienza e dalla simpatia di Eugenio, nasce invece dalla profetica intuizione, spinta anche dalle necessità nuove della chiesa di oggi, di affidare a una famiglia la guida pastorale di una parrocchia. Per far questo la famiglia si trasferisce per un tempo, 5,8 o più anni, in canonica o luogo simile, e da lì, continuando la propria vita, la famiglia stessa con tutta la ricchezza che porta delle relazioni a vario livello, darà un’impronta alla comunità assolutamente nuova! L’assunto di base ci sembra essere che qui, nelle nostre terre, fuori dalle nostre case, c’è un’urgenza missionaria forte, urgenza di evangelizzazione e di pastorale, una pastorale sempre più aperta alla vicinanza con le persone e le loro vite!

Nomadelfia, raccontata dalle parole di Sandro e Donatella, nasce dall’intuizione di don Zeno e delle prime mamme per vocazione, che hanno desiderato costituire un popolo che vivesse totalmente secondo il Vangelo in ogni ambito; la fraternità è la legge (nómos e adelphótes): un luogo in cui famiglie vivono in comunione e condivisione, in cui il lavoro è interno alla comunità ed è improntato al non sfruttamento e alla non speculazione, la scuola per i ragazzi è interna, perché il tempo tra i banchi è solo un momento della più ampia educazione,perché tutta la vita a Nomafelfia educa, la scuola è la vita e la vita è scuola. Ordinamento interno, ordinamento democratico, collegio dei figli, tutto mostra una creativa organizzazione che racconta una forma e una possibilità di vivere totalmente secondo il Vangelo, spogli di beni, di maternità e paternità escludente, di attaccamento alle proprie capacità professionali, rifiutando la possibilità di prevaricazione più o meno sottile sugli altri.

Ognuno di noi che ha vissuto l’incontro con queste realtà ne è uscito rafforzato nel desiderio di seguire il Vangelo fino in fondo, nella percezione della libertà data dalla rinuncia alla mondanità, dalla sobrietà, dalla condivisione piena.

 

     Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome, riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna. (Mt 19,29)

 

È stato bello e stimolante vedere vite nelle quali la pace e la libertà sono date da ciò che si ha avuto il coraggio di lasciare e dall’aver ricevuto da Cristo cento volte tanto…

Ognuna di queste realtà ha degli aspetti che ci interpellano non solo rispetto alla comune adesione al Vangelo, ma anche rispetto alla vocazione particolare che il Monastero, con l’Associazione l’Esperienza, sta discernendo esserle propria nel solco della chiesa.

Rendiamo perciò lode al Signore, perché tanti spunti e tante prospettive sono state sottoposte alla nostra riflessione e alla nostra preghiera, consci che oggi si costruisce la chiesa di domani!

Stiamo già lavorando al libretto, secondo di Antropologos edito dalla Fondazione Comunità di Ruviano, con tutti i contenuti del dialogo con queste tre realtà!

 

I monaci di Ruviano

 

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Ps: chi volesse condividere con noi la propria esperienza di incontro con queste tre realtà e cosa si porta da questi momenti vissuti con loro, può scriverci una mail a monastero.ruviano@libero.it con oggetto “testimonianza 22 giugno (nome)”

Le testimonianza potrebbero essere pubblicate sul sito e/o sul libretto, per chi ci autorizzasse

 

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