Enzo Bianchi, priore della Comunità di Bose sulla decisione di Benedetto XVI


Benedetto XVI ha mostrato di essere grande innovatore

La decisione di Benedetto XVI di lasciare il pontificato il prossimo 28 febbraio testimonia come questo Papa “che tutti pensavano un conservatore“, si è mostrato “in realtà un grande innovatore perché  ha rotto duemila anni di tradizione in cui, a parte Celestino V“, nessuno aveva fatto un gesto del genere.

E’ il commento di Padre Enzo Bianchi, priore della Comunità di Bose che all’Adnkronos sottolinea come ciò “ha di fatto permesso un’interpretazione diversa di quella che è la figura del Papa, non più sacrale fino alla morte ma molto legata al servizio che lui è capace di fare alla chiesa. Dunque il servizio in prima linea e non la persona. Ancora una volta ha mostrato quella umiltà che ha sempre avuto, di farsi da parte”.

E ancora, sulla decisione di Papa Ratzinger, “per molti è stata una sorpresa – aggiunge padre Bianchi – ma in realtà ci si poteva attendere questo gesto. Chi conosce come me la coerenza di Benedetto XVI non può non notare che lo aveva detto e scritto più volte, e un Papa non manca mai alla sua parola. Perciò – prosegue – quando ha sentito davvero che le sue forze non erano più all’altezza del ministero e che i nuovi tempi richiedono con ogni probabilità un altro interprete di questa rivoluzione antropologica in atto nel mondo ha dato le dimissioni”. Padre Bianchi conclude auspicando che “ora ci sia qualcuno che possa reinterpretare la figura del Papa che ci lascia Benedetto XVI in maniera molto coerente“.

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