I Domenica di Quaresima – La lotta

QUESTO E’ UN TEMPO DI GRAZIA

Gen 2, 7-9;3, 1-7; Sal 50; Rm 5, 12-19; Mt 4, 1-11

 All’inizio della Quaresima la prima pagina evangelica che la Chiesa ci apre dinanzi è quella delle tentazioni di Gesù, che quest’anno leggiamo nella redazione di Matteo.

Di certo, la Chiesa vuole suggerirci che si apre un tempo di grazia in cui ci è richiesta una grande lotta. La lotta, che è condizione quotidiana del cristiano, potremmo dire che, in questo tempo santo, si fa più aspra per chi davvero vuole permettere alla liturgia di scandire la sua vita per lasciare che il Mistero di Cristo lo plasmi sempre più, di anno in anno, nell’uomo nuovo.

Al principio della Quaresima è importante ricordarci che questa lotta sarebbe solo lotta titanica destinata al fallimento, alla frustrazione, se non ci fosse Gesù e la sua lotta vittoriosa sulla tentazione!

Il fatto che Lui abbia affrontato tutte le nostra tentazioni, di cui questa pagina sono una mirabile sintesi antropologica e teologica, averle attraversate custodendo la fedeltà al Padre, non è solo un “bell’esempio”, ma è mistero che ci salva e dona alla nostra umanità già quella vittoria che Gesù ha conseguito.

La lotta di Gesù nel deserto di Giuda, dopo il battesimo al Giordano, si svolge all’unico campo in cui una lotta del genere può aver luogo: il terreno della sua libertà e l’oggetto di questa lotta è il vivere da figlio! Sì, Gesù lotta per questo: vivere da Figlio tutto ricevendo dal Padre o vivere nella rapina accaparrandosi ciò che si reputa necessario per la propria vita?

Adamo nel giardino dell’in-principio tese la sua mano per rubare il dono di Dio, Gesù qui tende la sua mano vuota attendendo da Dio quel pane che sazi la sua fame (Non di solo pane vivrà l’uomo ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio) e la sua vita sarà davvero tutta un ascolto e così sarà parola profonda, tenera, esigente e consolante per ogni uomo.

Adamo nel giardino dell’in-principio tese la sua mano per disporre di Dio, per essere addirittura come Lui, Gesù che era suo Figlio non volle disporre di Dio ma si offrì a Lui senza sfidare la sua potenza (Non tenterai il Signore tuo Dio), anzi scelse la via dell’impotenza del crocifisso; il Padre gli darà il dono della resurrezione in cui vincerà la grande nemica che pareva inespugnabile: la morte.

Adamo nel giardino dell’in-principio cercò il potere passando sopra le parole di Dio ed ergendosi a signore di se  stesso, Gesù non si prostrò a Satana e gli gridò il suo “Vattene!” perché solo Dio si adora; non calpestò la signoria del Padre ed il Padre l’ha proclamato Signore dandogli in eredità tutte le genti (cfr Is 53,12; Col 2,15).

Il primo Adamo è capovolto da Cristo Gesù, l’Adamo definitivo. Il primo rapinò il secondo si offrì; il primo rubò, il Cristo si fece figlio obbediente e tutto ricevette in dono dal Padre.

L’alternativa è lì: rubare o accogliere il dono? L’alternativa è lì perché rubare è di chi vuole salvare la propria vita (cfr Mt 16,25), il ricevere il dono è di chi si fida mettendo la propria vita nelle mani di un Altro.

La via di Satana è quella che il mondo apprezza grandemente ed è la via di chi “si fa da sé”, di chi si procura piacere, ricchezza e potere … E’ la via che riceve gli applausi di un mondo che tutto riduce al “concreto” più banale, a ciò che si mangia … Quanto e come il mondo apprezza gli “uomini concreti” che non sognano, che non attendono, che non rischiano e tutto calcolano! Gesù è invece altro: sogna, attende tutto dal Padre, ha rischiato fino alla croce, senza alcun calcolo per salvare la propria vita! E’ così il Gesù che esce vittorioso dalle tentazioni! Matteo, se ci pensiamo bene, ci mostra come la tentazione prenda la via dell’ovvietà (dovremmo rifletterci davvero per le nostre vite perché credo che sull’ovvietà la tentazione ha una gran presa sulla nostra fragilità!): è ovvio, infatti, che l’uomo abbia dei bisogni, il problema è vedere come li soddisfa! I bisogni che l’uomo ha (che poi Freud inquadrerà nelle tre “libido” che già l’antico tratto della Genesi che abbiamo letto mostrava perfettamente!)  servono anche a costruire l’uomo ma l’uomo usa la logica della rapina o la logica del dono? Si vive nella storia rapinando o ricevendo? Possedendo o condividendo? Rapinare e possedere è diabolico, ricevere e condividere è da figlio! Gesù scegliendo la via filiale ci rende capaci di percorrere con lui quella stessa strada.

La Quaresima inizia così: un invito ad attraversare la storia da figli perché la nostra meta è essere il Figlio di Dio … questa meta è un dono di grazia; i “si” obbedienti ricevono il dono lasciando che Dio sia Dio!

In fondo è questa la grande lotta: lasciare che Dio sia Dio custodendo nell’obbedienza e nella libertà la sua parola perché con essa Egli ci plasmi.

E’ la grande strada da percorrere in questa Quaresima!

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