Immacolata Concezione – Una via preparata

La Vergine di Antonello da MessinaIL PRIMATO DELLA GRAZIA

Gen 3,9-15.20; Sal 97; Ef 1,3-6.11-12; Lc 1, 26-38

 

Domenica scorsa, nel presentarci il Battista, la pagina dell’Evangelo citava le parole profetiche di Isaia: Preparate la via del Signore (Is 40,3). La venuta del Signore è dono di grazia che cerca le “vie” da noi preparate, che cerca un assenso pieno e coraggioso al suo irrompere e la solennità di oggi è qui, al cuore dell’Avvento, a dirci che le vie preparate poi, in fondo, sono opera di Grazia!

Maria è certamente una via preparata al Signore, è certamente un sentiero che, sul terreno accidentato della storia, scorre su colli appianati e burroni e valli riempiti…Maria è però via approntata da Dio.

Maria, allora, è oggi al centro di questa liturgia, per dirci che davvero basta la Grazia, come Paolo dice con forza nella sua Seconda lettera ai cristiani di Corinto (12,9). La “via” che Maria fu per la venuta del Figlio di Dio fu “via” approntata solo dalla Grazia! Una “via” che certamente donò il suo pieno assenso al dono di Grazia e alle grazie che gratuitamente le erano date, una “via” che di cero permise l’accesso di Dio nella sua vita e nella storia degli uomini, una “via” però tutta frutto di Grazia e assolutamente non di merito.

La solennità di oggi potrebbe essere definita proprio la celebrazione del primato della Grazia. Maria è Colei che restituisce a Dio il suo primato, la sua piena signoria; la liturgia  oggi canta: La Grazia che Eva ci tolse ci è ridata in Maria…In Lei il dono di Grazia è stato pienamente accolto…Il racconto delle conseguenze del primo peccato ci ha narrato, nella prima lettura,  quello che avviene in noi ogni qual volta rubiamo a Dio il suo primato, ogni qual volta non permettiamo alla Grazia di irrompere al di là delle nostre potenze o impotenze. Il racconto, tratto dal Libro della Genesi, non ci narra una storia primordiale in senso cronologico, ma una storia primordiale in ciascuno di noi…Dove sei? è la domanda di Dio che spesso ci trova fuggiaschi, nascosti, vergognosi…è la domanda che spesso ci trova “accusatori” e mai consapevoli di quel che si è: la donna che tu mi hai posto accanto…il serpente mi ha ingannata…

            In un giorno di Nazareth la domanda primordiale risuonò nel cuore di Maria e trovò un “Eccomi” pieno…la “via” di Eva fu “via” di fuga e nascondimento, la “via” di Maria fu “via” di offerta di sé, fu “via” di consapevolezza di una identità tutta relativa a Dio…Se infatti l’angelo l’ha chiamata colmata di Grazia, dandole un nome nuovo, Maria si percepisce tutta esistente per il Signore: Eccomi, sono la serva del Signore…Avvenga in me la tua Parola.

La Chiesa ha compreso che in Maria la Grazia era stata eminentemente preveniente; la “via” davvero era stata approntata dal Signore; la Chiesa ha proclamato questo mistero di grazia che è l’Immacolata andando ben oltre gli intenti devozionali che forse animavano tanti questo titolo.  L’Immacolata è annunzio di un primato di Dio che opera preparando la creatura  ad essere  terra per il suo Avvento.  Il sì di Maria è certo un sì libero e pienamente umano ma fiorisce su un terreno salvato dalla Grazia fin dal primo istante del suo concepimento.  Maria non è diminuita da questo nella sua umanità; e d’altro canto come poteva essere luogo dell’umanità di dio se le fosse stata tolta l’umanità che è libertà concreta ed esercitata fino in fondo?

Contemplando il mistero di Maria non dobbiamo essere portati solo allo stupore e all’ammirazione ma soprattutto alla lode a Dio che in Lei ci annunzia che la salvezza, la gioia, la pienezza di senso non le si acquista a forza di accumulo di meriti ma accogliendo soltanto un dono! Un dono di cui l’umanità è destinataria fin dal principio, fin dalle profondità di quel “sogno” di Dio da cui è fiorita la creazione…il racconto di Genesi ce lo dice con le sue straordinarie categorie narrative; l’inganno in cui l’uomo cade è quello di pensare a quel dono come qualcosa da rubare o da conquistare. Le mani ladre e sospettose di Adam e della sua donna sono le nostre mani che cercano, in un delirio religioso pervertito, di accumulare per lo meno dei meriti per comprare il dono

In Maria Dio ci dice che i doni non si comprano, si accolgono soltanto con mani aperte, disarmate e grate.

Maria fu tutta accoglienza e ricevette il Dono: incredibilmente, Dio stesso nella sua carne, incredibilmente Dio stesso che, nato da Lei, si chiamerà Gesù. L’angelo le dice il nome del Figlio di Dio che da lei nascerà, nome che dice la salvezza: Gesù significa, infatti, Dio salva…sì, Dio salva, in cambio di niente…Bisogna solo accoglierlo!

Al cuore dell’Avvento Maria ci mostra il volto della vera attesa e accoglienza; al cuore dell’Avvento Maria ci è mostrata dal Padre come narrazione di una Grazia che tutto dona e nulla chiede se non un sì, se non mani aperte e cuore spalancato.

Il dono certo è grande e desta timore…anche Maria ha temuto. Ma poi come Lei siamo chiamati a capire che non è importante la paura, è più importante fidarsi di un’offerta d’amore che spalanca porte di infinito e di vita piena…un fidarsi che spalanca le porte al venire di Dio.

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