IV Domenica del Tempo Ordinario – Snidare il male

UNA PAROLA ALTRA

Dt 18, 15-20; Sal 94; 1Cor 7, 32-35; Mc 1, 21-28

 

La parola di Gesù è una parola diversa, “altra”, è parola non solo di rivelazione di un evangelo , come ascoltavamo la scorsa domenica (Il Regno di Dio si è avvivinato !), non è solo parola che ordina un necessario ed urgente cambiamento di rotta (Volgetevi verso l’Evangelo! Fidatevi dell’Evangelo! Cambiate vita !) ma è anche parola potente che fa ciò che dice … ha “exousìa” … cioè ha “potenza”. Nella Scrittura questa parola è attribuibile solo a Dio; lui ha questa potenza … in ebraico è “shaltan” (da cui viene l’arabo “sultano ”, uno che ha potere) e indica quella potenza creatrice che ha la parola di Dio. Gesù ha una parola così. Tanto diversa dalle parole “ripetute ” perchè imparate , dagli Scribi! La gente lo nota subito! La parola di Gesù è altro! E’ nuova , è potente (ha “exousìa ”) … nasce dalla vita che Lui vive, dalla vita che Lui è!
La parola di Gesù è la parola del profeta promesso dal Libro del Deuteronomio ; di quel profeta che rinnoverà la potenza innovativa della Torah consegnata a Mosè … il popolo, spaventato dalla teofania del Sinai, aveva chiesto di non vedere più manifestazioni straordinarie di Dio ed ecco che il Signore promette le mediazioni ; la Parola verrà detta da uomini cui la Parola stessa verrà confidata … bisogna ascoltarli.
L’autore del Deuteronomio non sa, non può immaginare neanche, che la mediazione definitiva metterà assieme la vera presenza di Dio e la vera umanità del Messia Gesù di Nazareth. E’ Lui il profeta definitivo promesso a Israele; quella promessa del Deuteronomio è realizzata nella carne di Gesù di Nazareth al di là di ogni possibile ipotesi.
Lo straordinario del Dio biblico è che Lui parla! Uno straordinario che sfocia nel parlare di Gesù che è la Parola! Il suo parlare stupisce e rivela vie nuove, il suo parlare snida il male.
Il testo dell’Evangelo di Marco che oggi si ascolta ci narra il primo “miracolo” di Gesù per il secondo Evangelo … è un esorcismo. Un particolare è notevole. L’uomo su cui verrà compiuto l’esorcismo è nella sinagoga, è nascosto e confuso tra quelli che sono lì per la preghiera e l’ascolto della Parola … è lì dove non dovrebbe essere (la sinagoga è luogo ove si è radunati da Dio per la parola e per il culto). La parola di Gesù lo snida !
Come è vera questa scena! Il male , l’“immondo” si annida, ben nascosto in noi, nelle nostre strutture umane e perfino nelle nostre strutture ecclesiali … è ben mascherato! A volte è perfino travestito di “bene”.
Lo spirito che possiede quest’uomo in sinagoga è detto “immondo” e, per la Bibbia, “immondo” è tutto ciò che attiene alla morte; la morte è la suprema impurità: tutto ciò che ha contatto con la morte è “immondo”; la parola di Gesù, che è vita e grida la potenza e la bellezza della vita, snida questa “immondizia”! Così avviene nelle nostre vite: quando risuona la vera parola di Gesù questa mette a nudo il nostro male, le nostre iniquità. Lo stesso spirito immondo non può fare a meno di gridare e rivelare così la sua presenza! Questo spirito immondo fa una cosa strana: parla al plurale! Ci si chiede perchè. Forse, dice qualcuno, parla a nome di altri spiriti immondi o forse sottilmente vuole comprendere in quel plurale anche l’uomo di cui ha preso possesso; lo vuole con sè; lo vuole assimilare a sè; lo considera una cosa sola con lui! Di fatto Gesù, nello sgridarlo, dirà “Taci!” Usa cioè il singolare e, distinguendolo chiaramente dall’uomo gli dice “Esci da quell’uomo !”; come se dicesse “quell’uomo non è tuo; non è tuo territorio; l’uomo è terreno di Dio; è figlio di Dio !”.
Lo spirito immondo dice a Gesù due verità che neanche lui che è servo di menzogna può negare: Gesù è venuto a portare rovina all’impurità, alla morte, al male che lacera l’uomo; inoltre lo spirito immondo sa chi è Gesù e lo designa come l’opposto di cio che lui è: Gesù è il Santo di Dio e “santo” è l’opposto di “immondo”! Nella Bibbia a “santo” si oppone sempre “immondo ”, “impuro”; la santità attiene alla vita, a Dio che è amante della vita (cfr Sap 11,26), l’impurità attiene alla morte e a colui che della morte ha potere, il diavolo (cfr Eb 2,14 ). Gesù però non vuole che la rivelazione della sua santità avvenga per bocca di un demonio e gli intima di tacere. La rivelazione della sua santità avverrà nel paradosso della croce, impurità assoluta ed avverrà per bocca di un impuro (il centrione pagano) che dirà l’estrema rivelazione dell’Evangelo di Marco: Davvero quest’uomo è il Figlio di Dio (cfr Mc 15,39). Lì splenderà la santità di Dio che, come dirà Giovanni nel suo Evangelo, sarà gloria dell’amore fino all’estremo (cfr Gv 13,1). Lì sulla croce Satana sarà incatenato per sempre …
Intanto però la lotta con il male che ci abita e ci rende schiavi Gesù l’ha già iniziata; l’ Evangelo di oggi ci chiede di credere a questa potenza di Gesù che può liberarci; ci chiede di credere più a questo umile potere di liberazione che alle menzogne del male che ci abita e così spesso mascherato da “bene”. Ci chiede di non dar credito alla menzogna che ci vuole una cosa sola con il male che ci abita e ci tormenta; infatti Gesù smaschera subito la menzogna di quel plurale che lo spirito immondo usa.
Il male ci strazia e grida forte proprio come fa con quel pover’uomo della sinagoga di Cafarnao prima di lasciarlo. Ormai è smascherato da “uno più forte”, come aveva detto il Battista (Dietro di me viene uno che è più forte di me . Cfr Mc 1,17); uno che non solo chiede cambiamento di rotta alle vite degli uomini, non solo chiede di fidarsi dell’evangelo e non delle menzogne del “divisore”; uno che ha anche la forza, la “exousìa ” di dare la libertà con al sua parola potente.
E’ alla sua parola che allora dobbiamo volgere il cuore; ci stupiamo della sua parola? Marco ci dice che la gente era stupita dal suo insegnamento; credo che dobbiamo dircelo: quando leggiamo l’Evangelo e non ci stupiamo significa che non abbiamo capito! E’ così!
E quando non capiamo vuol dire che non abbiamo dato accesso nel nostro profondo a quella parola e non le permettiamo di snidare il nostro male, non le permettiamo di darci le vie e le possibilità di conversione.
Il primo miracolo di Gesù, per l’Evangelo di Marco, è questo esorcismo perchè per Marco l’opera di Cristo è la liberazione dal male che abita l’uomo, che lo schiaccia, lo schiavizza, lo rovina ! Lo spirito immondo della sinagoga di Cafarnao grida a Gesù “sei venuto a rovinarci!” e, tante volte scopriamo anche noi dentro di noi un grido simile dinanzi alle proposte esigenti e radicali dell’Evangelo!
E’ vero: Gesù è venuto a rovinare la nostra brama di autodeterminazione, la nostra ubriacatura di pseudo-libertà, le nostre “gabbie dorate” in cui siamo felicemente prigionieri dei nostri peccati che amiamo; Gesù è venuto a rovinare quell’amore malato di noi stessi che ci fa calpestare gli altri e vuole sempre “salvare noi stessi” e che non vuole amare perchè amare costa !
Gesù è venuto davvero a rovinare l’uomo vechio ma, se solo sappiamo stupirci per un attimo delle sue parole nuove e potenti, quella menzogna sarà smascherata e ci sarà chiaro che a rovinarci era la brama di autodeterminazione sganciata da Dio, a rovinarci era la nostra libertà malata, a rovinarci erano le “gabbie” dei nostri peccati, a rovinarci è quella “filautìa” che non ci permette di amare dando la vita!
Forse quando queste cose ci lasciano ci straziano ma finalmente saremo uomini veri, liberi e capaci di annunziare quell Regno in cui nessun altro ci possiede se non il Padre che Gesù è venuto a raccontarci … non ci possiede, nel Regno, se non Lui che ci consegna alla vera libertà, quella dei figli.

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