DOMENICA DELLE PALME 2018

DOMENICA DELLE PALME

Is 50,4-7; Sal 21; Fil 2,6-11; Mc 14,1-15,47

La Domenica delle Palme è la grande porta della Settimana Santa. Entriamoci in pienezza, non lasciamo alle spalle nulla di ciò che siamo, nulla di ciò che abbiamo, nulla di ciò che custodiamo in cuore e come sogni e come rimorsi e come paure; portiamo tutto dentro questi giorni santissimi che ci spalancano le profondità di quella vita nuova che ci appartiene già e nella quale siamo chiamati a camminare in forza e in grazia del nostro Battesimo (cfr Rm 6,4). In questa Santa Settimana abbiamo la possibilità di guardarla tutta questa vita nuova, di contemplarne la fonte e di desiderarla ancora e ancora con tutta la forza del nostro cuore!

Sarà una grazia grande se in questa Settimana Santa ci sentiremo riaccendere di una struggente nostalgia di Evangelo, di pienezza di vita nuova, di bruciante desiderio di santità.

La Domenica delle Palme è l’intreccio mirabile di due melodie: quella gioiosa dell’ingresso messianico di Gesù nella città santa e quella tragica della sua dolorosissima ma beatissima passione; la processione gioiosa con le Palme ci ricorda che da Battesimo noi lo abbiamo accettato liberamente come Signore delle nostre storie, delle nostre vite concretissime; dal Battesimo (o, per noi che siamo stati, in massima parte, battezzati appena nati, dal momento in cui abbiamo incontrato il Signore e lo abbiamo percepito come tale) siamo passati “dalla sua parte” proprio perché Lui fosse il Signore, perché avesse su di noi sempre l’ultima parola.! Le Palme e l’ “osanna” di oggi ci ricordano la nostra libera e piena adesione a Lui, Messia e Salvatore!

La contemplazione della Croce con il racconto della Passione (ma in realtà anche con le letture che la preparano) ci dice quale Signore abbiamo deciso di seguire, a quale Signore abbiamo dato l’ultima parola sulle nostre scelte: è un Signore Crocefisso, un Signore obbediente e umiliato fino alla morte e alla morte di croce, un Signore che ha preso la forma dello schiavo. La sua Passione ci grida allora lo stile dei discepoli del Crocefisso, ci ricorda che l’evangelizzazione o passa per le vie della croce o non fa correre la Parola che salva; il centurione romano, infatti, riceve la Buona Notizia di Gesù Cristo Figlio di Dio (cfr Mc 1,1) solo ai piedi della croce e vedendolo morire a quel modo! Paradossale ma così!

Marco ci racconta la Passione come un viaggio attraverso una solitudine sempre più radicale e insopportabile in cui Gesù è immerso; tutti gli voltano le spalle, lo abbandonano: da Giuda all’amico Pietro, dagli altri discepoli che tanto avevano condiviso con Lui fino ai capi del suo popolo e fino alla folla dei semplici che pure avevano agitato i rami di palma e avevano cantato “osanna”! Una solitudine che ha un vertice misterioso in quel silenzio di Dio che tutti i sofferenti della terra sperimentano ma che per il Figlio amato (cfr Mc 1,11; 9,7) fu lacerante e buio oltre ogni nostro possibile dire, pensare o immaginare.

Terribile l’odio che si scatena, potente la paura degli amici che non riescono a vedere più nulla, a non ricordare più nulla, annichilente e sconcertante il silenzio di Dio.

La Passione – e la redazione di Marco in ciò è tanto cruda – raccoglie in Gesù tutta la storia del dolore dell’uomo, tutte le lacrime e le lacerazioni fisiche, psicologiche e spirituali … In Gesù tutto si raduna perché tutto l’orribile armamentario del dolore e del male possa essere portato in Dio e lì, in Dio, trovare senso, pace, guarigione, perdono. Tutto il dolore del mondo e dell’uomo trova dimora nel cuore di Cristo Gesù perché Lui aveva un grande desiderio, quello di esserci fratello fino in fondo, senza sconti né infingimenti, senza limiti né difese.

In questa fraternità incredibile tra noi, con le nostre miserie, e Dio, nella carne del Figlio Crocefisso, il Dio cristiano si racconta in pienezza e il centurione è il primo frutto di questo racconto, è il primo che coglie il paradosso di questo racconto di Dio: il racconto di un perdersi fino in fondo per amare fino in fondo, unica via per ritrovarsi e trovare senso e vita!

Con questo sfondo della Domenica delle Palme con la sua duplice “faccia” possiamo entrare nella Pasqua di questo anno di grazia 2018.

Osanna a Te che salvi dalla croce! Osanna a Te, Messia Crocefisso e umiliato! Osanna a Te, Signore obbediente fino alla morte e alla morte di croce!

Donaci di seguire Te in questa tua strada così lontana da tutte le nostre fantasie “religiose” e da tutte le nostre proiezioni rassicuranti!

p. Fabrizio

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