Maria S.S. Madre di Dio – Le promesse di Dio

LE NOSTRE RADICI NELLA SANTITA’ DI ISRAELE

  –  Nm 6,22-27; Sal 66; Gal 4,4-7; Lc 2, 16-21  – 

Il nuovo anno solare inizia con una liturgia piena di luce per la nostra umanità, per la storia…un nuovo anno è ancora un pezzo di storia che si dischiude innanzi a noi uomini. Su questa storia è spalancata una luce che è più forte di tutte le tenebre che pure paiono incombenti…

La prima lettura che oggi la liturgia propone è tratta dal libro dei Numeri, ed è la benedizione che i sacerdoti di Israele dovevano (e devono) pronunciare sul popolo santo di Dio; una benedizione che è presenza del Signore ed è la luce del suo volto che brilla per il popolo…la luce del volto è il sorriso, è quel sorriso di benevolenza e di amore che Dio ha per il suo popolo…Nella notte di Natale però abbiamo sentito che gli angeli hanno cantato una nuova benevolenza di Dio, una benevolenza estesa a tutti gli uomini. Ecco la luce con cui inizia questo nuovo anno: è l’amore di Dio che brilla per tutti gli uomini, un amore che è benedizione e pace! La benedizione riservata a Israele è ora estesa a tutti gli uomini e questo meraviglioso dispiegamento dell’amore di Dio è avvenuto in Gesù Cristo, Dio nella nostra carne: In lui sono benedette tutte le famiglie della terra (cfr Gen 12,3). La promessa fatta ad Abramo è adempiuta in Gesù con fedeltà…Gesù, Figlio di Dio, figlio di Maria, figlio di Abramo è per noi benedizione, luce, pace, via nuova e definitiva di umanità!

Questo è avvenuto perché Lui, Gesù, è vero figlio di Dio e vero figlio di Abramo… Gesù veramente ebreo nella sua carne è il Salvatore promesso attraverso Israele…Ecco oggi l’importanza di celebrare la circoncisione di Gesù! Nell’ottavo giorno dalla sua nascita, ci narra Luca nel suo Evangelo, egli fu circonciso nella sua carne secondo la legge di Israele…così egli fu inserito nel popolo santo di Dio che è Israele, così è stato il Messia promesso, così ha potuto essere il nostro Salvatore e Redentore!

Solo la sua carne ebraica poteva salvarci…se egli non fosse stato circonciso, non avesse quindi fatto parte del popolo ebraico, non poteva essere il Salvatore; Luca nell’Evangelo sottolinea questa sua ebraicità perché essa è necessaria all’adempimento delle promesse, da quella fatta ad Abramo (Gen 12,3) a quella fatta a David (2 Sam 7,8-20). Troppe volte noi cristiani l’abbiamo dimenticato rinnegando stoltamente la nostra radice ebraica!

La luce della salvezza si estende su tutta l’umanità attraverso quella carne segnata dall’alleanza con Israele, in cui si adempiono tutte le promesse di Dio! Un giorno sulla croce quella carne ebraica porterà il peso del peccato del mondo, quella carne ebraica nella resurrezione sarà primizia dell’umanità redenta e ricondotta al cuore di Dio! Gesù vero Dio, vero uomo, vero ebreo! Così ci ha salvati!

Dopo aver celebrato il mistero dell’Incarnazione, oggi, nell’ottava del Natale, non è secondaria la memoria della circoncisione di Gesù: ci ricorda che le nostre radici sono nella santità di Israele, ci ricorda che il Figlio di dio ha posto al sua tenda in un popolo, in quel popolo eletto da Dio per essere depositario delle sue promesse e del suo amore per tutti gli uomini; dice il libro del Siracide facendo parlare la Sapienza: Il Creatore dell’universo mi diede un ordine…mi fece piantare la tenda e mi disse “Fissa la tenda in Giacobbe e prendi eredità in Israele”!  Sì, la Sapienza di Dio che è il Verbo, il Cristo, ha posto la sua tenda in Israele e la sua carne è vera carne di uomo e di uomo ebreo, circonciso all’ottavo giorno secondo la Legge.

Paolo nella seconda lettura tratta dalla lettera ai Galati, ci narra lapidariamente l’Incarnazione riassumendo i temi della celebrazione odierna: nato da donna, nato sotto la Legge: infatti oggi celebriamo quella donna alla quale possiamo dare il titolo vertiginoso di Madre di Dio; celebriamo quella Legge alla quale il Figlio si sottomise per adempiere tutte le promesse della legge stessa…così Gesù ci liberò dalla Legge, non distruggendola ma adempiendola, e ci ha donato la figliolanza divina…

All’inizio del nuovo anno la Chiesa si ricorda della fedeltà di Dio che non teme lo scorrere del tempo ma che nel tempo si realizza e si radica; Cristo Gesù è l’adempimento di ogni promessa di Dio…misuriamo oggi, dinanzi a questo tempo nuovo che ci è donato,quale sia la nostra capacità di fidarci di quella parola di promessa; chi si fida della promessa di Dio non vivrà il rapporto con Lui tra mille pretese ma puntando il cuore e lo sguardo sulla promessa stessa. In Cristo Dio mostra la sua fedeltà ieri, come oggi, come domani. Su questa fedeltà possiamo fondare lo scorrere dei nostri giorni.

Su questo tempo nuovo che ci è dato in questo anno, brilla poi la divina Maternità di Maria, in lei è offerta all’uomo la straordinaria notizia che l’uomo ha potuto accogliere nel grembo il Figlio di Dio: Maria è un lembo di questa nostra terra che Dio ha riempito di sé, ma da quel lembo Dio vuole iniziare una storia nuova con ogni lembo di questa storia, con ogni uomo che edifica questa storia, con ogni uomo che viene in questa storia!

Accogliere Dio ed offrirlo come Maria è la vocazione di ogni cristiano; così porteremo  quella pace che gli angeli hanno cantato nel Natale, una pace che ha la sua origine non in noi ma nell’amore di dio, gratuito ma accolto, un amore fedele che adempie le sue promesse così come fece con Israele in cui tutte le promesse di Dio divennero sì in Gesù Cristo  (cfr 2Cor 1,20).

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