Lectio Divina

Christus Pantokrator, Cefalù (particolare)

Christus Pantokrator (particolare), Duomo di Cefalù

La Lectio Divina è una modalità di approccio, di “avvicinamento” alla Scrittura. Essa consiste nel pregare con la Parola e nell’ascoltare la Parola nella preghiera, da soli o in gruppo. Nel capitolo 8 del Libro di Neemia vi è una descrizione di questa pratica a livello comunitario…

1 Tutto il popolo si radunò come un sol uomo sulla piazza che è davanti alla porta delle Acque, e disse a Esdra, lo scriba, che portasse il libro della legge di Mosè che il SIGNORE aveva data a Israele. 2 Il primo giorno del settimo mese, il sacerdote Esdra portò la legge davanti all’assemblea, composta di uomini, di donne e di tutti quelli che erano in grado di capire. 3 Egli lesse il libro sulla piazza che è davanti alla porta delle Acque, dalla mattina presto fino a mezzogiorno, in presenza degli uomini, delle donne, e di quelli che erano in grado di capire; e tutto il popolo tendeva l’orecchio, per sentire il libro della legge. 4 Esdra, lo scriba, stava sopra un palco di legno, che era stato fatto apposta; accanto a lui stavano, a destra, Mattitia, Sema, Anania, Uria, Chilchia e Maaseia; a sinistra, Pedaia, Misael, Malchia, Casum, Casbaddana, Zaccaria e Mesullam. 5 Esdra aprì il libro in presenza di tutto il popolo, poiché stava nel posto più elevato; e, appena aperto il libro, tutto il popolo si alzò in piedi. 6 Esdra benedisse il SIGNORE, Dio grande, e tutto il popolo rispose: “Amen, amen”, alzando le mani; e s’inchinarono, e si prostrarono con la faccia a terra davanti al SIGNORE. 7 Iesua, Bani, Serebia, Iamin, Accub, Sabbetai, Odia, Maaseia, Chelita, Azaria, Iozabad, Anan, Pelaia e gli altri Leviti spiegavano la legge al popolo, e tutti stavano in piedi al loro posto. 8 Essi leggevano nel libro della legge di Dio in modo comprensibile; ne davano il senso, per far capire al popolo quello che leggevano. 9 Neemia, che era il governatore, Esdra, sacerdote e scriba, e i Leviti, che insegnavano, dissero a tutto il popolo: «Questo giorno è consacrato al SIGNORE vostro Dio; non siate tristi e non piangete!» Tutto il popolo infatti piangeva, ascoltando le parole della legge. 10 Poi Neemia disse loro: «Andate, mangiate cibi grassi e bevete bevande dolci, e mandate delle porzioni a quelli che non hanno preparato nulla per loro; perché questo giorno è consacrato al nostro Signore; non siate tristi; perché la gioia del SIGNORE è la vostra forza». 11 I Leviti calmavano tutto il popolo, dicendo: «Tacete, perché questo giorno è santo; non siate tristi!» 12 Tutto il popolo se ne andò a mangiare, a bere, a mandare porzioni ai poveri, e a fare gran festa, perché avevano capito le parole che erano state loro spiegate. 13 Il secondo giorno, i capi famiglia di tutto il popolo, i sacerdoti e i Leviti si radunarono presso Esdra, lo scriba, per esaminare le parole della legge. 14 Trovarono scritto nella legge, che il SIGNORE aveva data per mezzo di Mosè, che i figli d’Israele dovevano abitare in capanne durante la festa del settimo mese, 15 e che in tutte le loro città e in Gerusalemme si doveva pubblicare questo bando: “Andate al monte, a cercare rami d’olivo, rami d’olivastro, di mirto, di palma e di alberi ombrosi, per fare delle capanne, come sta scritto”. 16 Allora il popolo andò fuori, portò i rami, e ciascuno fece la sua capanna sul tetto della propria casa, nel proprio cortile, nei cortili della casa di Dio, sulla piazza davanti alla porta delle Acque, e sulla piazza davanti alla porta di Efraim. 17 Così tutta l’assemblea di quanti erano tornati dall’esilio si fece delle capanne, e abitò nelle capanne. Dal tempo di Giosuè, figlio di Nun, fino a quel giorno, i figli d’Israele non avevano più fatto così. E ci fu grandissima gioia. 18 Fu letto un brano della legge di Dio ogni giorno, dal primo all’ultimo; la festa durò sette giorni, e l’ottavo si tenne una solenne assemblea, com’è prescritto. (Neemia Cap. 8)

 

La Lectio Divina, nell’unificare la lettura e lo studio della Parola con la preghiera, l’adorazione e la contemplazione, tende essenzialmente ad UNIFICARE la pagina biblica e la vita, il senso del vivere e dell’esistere nella storia. Il suo scopo è perciò rendere “uno” fede e vita! Essa è costituita da una lettura gratuita che cerca Dio proprio attraverso la pagina della Scrittura; costa fatica… ma fa fiorire la vita del credente!

  Lectio

Davanti alla pagina della Scrittura chiedo al Signore un “lev shomea” (un “cuore che ascolta”): davanti alla Scrittura mi è necessario l’ascolto obbediente. Sono tutto teso a comprendere cosa quella pagina vuole comunicare, quale racconto, quale pensiero. Davanti alla pagina della Scrittura mi risuona l’antico e sempre nuovo precetto: “Sh’mà”… Ascolta!

 Meditatio

È il momento in cui approfondisco ciò che ho letto/ascoltato. Uso anche degli “strumenti” che mi possano aiutare. Mi lascio rimandare ad altre pagine della Scrittura che usano quella stessa parola, quello stesso pensiero, che presentano una situazione simile. Uno studio, sì, ma teso a cercare il volto di Cristo, il volto dell’Amato!

   Oratio

Tutto aperto alla Parola ascoltata e meditata inizio il dialogo con il Signore. Mi lascio guidare da quella Parola, mi lascio consolare da quella Parola… metto la mia vita davanti a quella Parola: tutta la mia esistenza personale, familiare, comunitaria è davanti a quella Parola. Ne sgorga la lode, la supplica, l’invocazione, l’intercessione.

    Contemplatio

L’assiduità con la Scrittura, il cammino percorso nella Lectio mi “abilitano” a leggere la storia con gli occhi di Dio, a sentire con Lui… a pensare con Lui… Tocco la terra, ne ascolto i palpiti ma con il cuore rivolto a Dio. Riconosco che Lui è presente nella storia… tutto è TEMPLUM della sua presenza. Mi lascio afferrare dalla sua presenza.

 

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