III Domenica di Avvento (B) – Mai credibili senza gioia!

 

TESTIMONI DI UNA PRESENZA

 Is 61, 1-2.10-11; Cant. Lc 1, 46-50.53-54; 1Ts 5, 16-24; Gv 1, 6-8.19-28

 

Icona di S. Giovanni Battista, Monastero di Visovi Decani -  Serbia (XIV sec.)

Icona di S. Giovanni Battista, Monastero di Visovi Decani – Serbia (XIV sec.)

L’Avvento certo è tempo di attesa ma di un’attesa nella gioiasiamo alla domenica “Gaudete”, detta così dall’incipit dell’Antifona di ingresso tratta dalla Lettera ai cristiani di Filippi di Paolo: “Rallegratevi sempre nel Signore, ve lo ripeto, rallegratevi” (cfr Fil 4, 4-5), e tutto è pervaso da questo senso di gioia: il rosaceo dei paramenti che oggi si indossano per la liturgia ci mostra il colore dell’aurora di quel giorno nuovo e pieno di luce verso cui la storia è incamminata, il giorno del Signore che viene.

La Chiesa è chiamata sempre a mostrare questa gioia, una gioia che ha radici salde nell’evento Gesù, e che ha le ali forti della speranza che la conducono verso quella meta luminosa che è il ritorno del Signore che tutto porterà a pienezza e compimento.

Il canto del Libro di Isaia, che è oggi la prima lettura, deve diventare canto della Chiesa: è lei che deve sapere con gioia che lo Spirito del Signore è sopra di lei e che è consacrata con l’unzione; è lei che solo così può portare l’evangelo agli uomini, soprattutto a quelli curvati e senza speranza; è lei che è rivestita di vesti di salvezza, che è salvata dalla misericordia di Colui che l’ha visitata e la visita, di Colui che verrà a dare volto di senso definitivo a tutta la storia.
La Chiesa può essere allora davvero sempre lieta, come scrive Paolo ai cristiani di Tessalonica e, in quella letizia, annunzierà la speranza, porterà la gioia alla terra ed indicherà Colui che è presente misteriosamente nell’oggi e che tornerà al momento stabilito.

La Chiesa oggi riceve un modello del suo stato di Avvento nella figura straordinaria del Battista: lo incontriamo nella pagina di Giovanni che costituisce l’Evangelo di questa domenica. Per il Quarto Evangelista il Battista non è tanto il Precursore (come nei sinottici) ma è il Testimone. Testimone di cosa? In primo luogo della fedeltà di Dio che mantiene le sue promesse; è dunque testimone della luce che è più forte delle tenebre che  in tanti giorni sembra che vincano; è testimone quindi di una presenza nascosta ma vera.

Dobbiamo dircelo nella verità: se noi, Chiesa di Cristo, non mostriamo al mondo il volto della gioia per aver incontrato Gesù il Messia, della gioia per aver sentito su di noi l’amore gratuito e preveniente di Dio che ci perdona, ci sana e ci dona, in Gesù, grazia e verità (cfr Gv 1, 17), non potremo annunziare la Lieta Notizia, l’Evangelo…non saremo mai credibili senza gioia!

La letizia a cui oggi la liturgia ci invita non è quell’allegria spensierata di chi non vede il male (o non gli interessa in quanto non lo tocca direttamente!), e gode di un passeggero benessere perché tutto al momento gli va bene. No! La letizia di cui si parla è qualcosa di profondo, che ha radici nella certezza di una presenza di Dio che ci accompagna e che ci sostiene sempre; che ci rafforza per attraversare il buio ed anche il dolore e perfino la morte; è la letizia di sapere che tutto ha un senso, e che la nostra stessa vita è incanalata nella verità e che quindi ha senso; è la letizia di sapere perché si vive, e di sapere perché morire; è la letizia di sapere la direzione del cammino da percorrere e per cui lottare.

Il Battista è un uomo certo austero, ma è un uomo di letizia perché è uno che sa tutte queste cose, le sperimenta e le proclama. Mi pare proprio che la pagina di Giovanni che abbiamo letto ci mostri proprio un uomo così: lieto nella certezza di essere nell’obbedienza alla sua vocazione, e lieto di gridare una presenza che va oltre ogni speranza.
Le sue parole oggi ci raggiungono e ci interpellano: In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete! 

Quante volte questo è drammaticamente vero e perfino nella vita della Chiesa!
Quanta povertà nelle nostre vite ecclesiali proprio per questo sonno della coscienza!
Noi cristiani viviamo – possiamo dirlo – “gomito a gomito” con Dio e non ce ne accorgiamo: Lui è presente, sta nel cuore dell’uomo (nel mio cuore!), sta negli eventi della storia, sta nell’esistenza quotidiana, sta negli incontri che facciamo, sta nella sua presenza eucaristica, sta nell’amore di tanti uomini e donne che lo cercano e lo mostrano con il loro amore che sa sporcarsi le mani… Se ce ne accorgessimo esploderebbe subito la gioia, quella vera…quella che è solo di Cristo (cfr Gv 15, 11); quella gioia che il Battista aveva nel cuore e che l’ha reso testimone dell’Avvento di Dio nel mondo!

Oggi la Chiesa deve ritrovare questo ruolo di annunziatrice della gioia con la gioia, di speranza con la speranza, di presenza di Dio, lasciandosi afferrare giorno per giorno da quella presenza che oggi salva, e che è promessa per il futuro.

Una Chiesa in continuo stato di Avvento è una Chiesa nella gioia!

             

 p. Fabrizio Cristarella Orestano

 

Print Friendly



Leggi anche:

Taggato , , , , , . Aggiungi ai preferiti : Permalink.

I commenti sono chiusi