III Domenica di Pasqua – Emmaus, luogo dell’anima


UNA DOMENICA FATTA POESIA! 

At 2, 14a.22-23; Sal 15; 1Pt 1, 17-21; Lc 24, 13-35

 

Emmaus, di Janet Brooks-Gerloff

Emmaus, di Janet Brooks-Gerloff

Emmaus è un luogo dell’anima… Sì, è un luogo che riguarda l’anima del credente, del discepolo di Cristo. Emmaus è luogo dell’anima perché prima o poi ci troviamo incamminati su strade di tramonti o di speranze declinate al passato (Noi speravamo… dicono i due di Emmaus!).

Emmaus è un luogo dell’anima perché ci chiede di non credere alla notte, pure quando incombe; Emmaus è un luogo dell’anima perché ci chiede di riconoscere che non bastiamo a noi stessi, e che abbiamo bisogno che un Altro “resti con noi”. Emmaus è un luogo dell’anima perché lì si palesa una presenza che pareva essere assenza, e che è disposta a “trasformare il nostro lutto in gioia, il nostro abito di pianto in abito di festa” (cfr Sal 30).

Emmaus è un luogo dell’anima perché è luogo dove ci sentiamo cercati e raggiunti da una parola che ci fa ardere il cuore… Emmaus risponde alla nostra attesa, tante volte inconscia, di sentire parole di fuoco e non parole ghiacciate dal non senso, dalla disumanità e dal vuoto di morte.

Emmaus è un luogo dell’anima in cui tutti vorremmo trovarci per sentire il profumo di una primavera pasquale colma di speranza, nella luce dorata di un tramonto che – paradossalmente – si trasforma in un’aurora di un giorno nuovo, senza mai più tramonto…

Emmaus è un luogo dell’anima per chi, ascoltata la Parola, non vuole più parole.

Emmaus è un luogo dell’anima perché abbiamo bisogno di una forza non nostra per ripartire, per tornare indietro, per incontrare e re-incontrare i fratelli.

Emmaus è un luogo dell’anima perché è il luogo in cui si incontra quel pane spezzato che ci è lasciato perché plasmi e modelli in noi l’uomo nuovo nato a Pasqua.

Emmaus è un luogo dell’anima perché l’incontro con il Risorto ci conduce al cuore della Chiesa dove doniamo e riceviamo l’annunzio pasquale, che è ragione di vita, che è motivo per cui vale la pena lottare e spendere i giorni.

Emmaus è un luogo dell’anima perché abbiamo bisogno che Cristo stesso ci racconti la Pasqua… e quando questo avviene, ce ne accorgiamo subito: il cuore arde nel nostro petto. E allora la morte è alle spalle, e la croce può essere compresa non come sconfitta che uccide le speranze, ma come vittoria che infonde la speranza!

Penserete che questa domenica si sia fatta poesia… forse è vero…ma per questo Emmaus è luogo dell’anima, e l’anima oggi, dinanzi alla bellezza e alla grandezza di questa pagina, non sa altro che cantare…poi lo si può fare bene o in modo maldestro…ma si vuole cantare…

E così, in questa domenica, lasciamoci avvolgere dalla tenerezza di Emmaus, e lasciamoci portare lì dove la Pasqua oggi chiama ciascuno di noi…lo possiamo perché Lui, Gesù Nostro Signore, entra per rimanere con noi.

Qui a Emmaus!

p. Fabrizio Cristarella Orestano

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