Pasqua di Resurrezione – Oggi è il giorno fatto dal Signore

I discepoli Pietro e Giovanni corrono al sepolcro la mattina della Resurrezione (Eugène Burnand- Museo d’Orsay, Parigi)

SPENDIAMO LA VITA PER QUESTA CORSA!

Veglia:Gen 1,1-2,2; Gen 22,1-18; Es 14,15-15,1; Is 54,5-14;Is 55,1-11; Bar 3,9-15.32-4,4;

Ez 36,16-28; Rm 6,3-11; Lc 24, 1-12

Messa del giorno: At 10,34a.37-43; Sal 117; Col 3,1-4 (opp. 1Cor5,6b-8); Gv 20,1-9 (sera Lc 24,13-35)

 

 

“Oggi è il giorno fatto dal Signore” (cfr Sal 118,24)! Sì, fatto solo da Lui! Noi non potevamo fare questo giorno! Noi abbiamo fatto la croce, il giorno della croce! E con la croce abbiamo saputo fare anche altro: abbiamo venduto Gesù, non lo abbiamo capito, lo abbiamo rinnegato, poi siamo fuggiti e abbiamo avuto paura di condividere il “disonore” di Cristo,  mite e sconfitto, preferendo gli onori del mondo. Lo abbiamo baciato falsamente tante volte, ce ne siamo “lavate le mani” e poi … finalmente, l’abbiamo inchiodato … noi abbiamo fatto il Venerdì Santo … o meglio, abbiamo creduto d’aver fatto noi il Venerdì Santo: in realtà quella serie di nostre azioni di morte era abitata dalla libertà e dall’amore di Gesù, per cui anche quel giorno fu fatto da Lui perché Lui si sottomise liberamente e per amore a quella violenza e a quella iniquità … Oggi è Pasqua ed è il giorno fatto tutto dal Signore! Noi non abbiamo potuto metterci alcuna mano! Questo è il giorno nuovo che sorge dalle tenebre più fitte!

E’ Pasqua! La vita sorge dal sepolcro di Cristo!

Corriamo come Pietro ed il Discepolo amato in una corsa liberatoria, corriamo verso l’inaudito d’una tomba vuota che non ha potuto tenere prigioniero chi amò fino all’estremo (cfr Gv 13, 1)! La tomba, meta di ogni umana esistenza, luogo di corruzione e di disfacimento, divenne in quell’aprile di Gerusalemme, luogo che pone domande e che apre al nuovo più nuovo che si possa pensare! Pasqua è giorno di novità, Pasqua ci proclama che il nuovo è definitivamente sorto, non si torna più indietro, lo si capisca o no, lo si voglia o non lo si voglia! Da quell’aprile di Gerusalemme nulla è più come prima! La storia dovrà scoprirlo e noi ne siamo testimoni (cfr Lc 24, 48)!  Pasqua non è giorno fatto da noi, ma è il giorno che Dio ha fatto per noi!

E Dio ha compiuto tutto nel corpo del Figlio, nel corpo di Gesù che è il nostro amore ed il termine d’ogni nostro desiderio! In quel corpo il Padre ha celebrato la Pasqua! In quel corpo martoriato, in quel corpo divenuto “cosa” come ogni cadavere … ma, “dove abbondò il peccato sovrabbondò la grazia” (cfr Rm 5, 20 ). Infatti, se Gesù era senza peccato, egli volle che su di Lui “abbondasse” il peccato perché prese tutto il nostro peccato, ma nello stesso tempo in Lui  “sovrabbondò” la grazia, cioè la gratuità dell’amore, la bellezza di una vita pienamente umana!

In quel corpo “avviene” la Pasqua e attende anche i nostri corpi!

Il corpo non è qualcosa che “abbiamo”, ma è ciò che noi siamo! Gesù fu amore fino all’estremo e il suo corpo sfinito e piagato ce lo racconta; quel corpo fu dunque la sua storia intrisa d’amore per l’uomo e per il Padre ma anche caricata delle nostre infinite miserie … e quel corpo, in “questo giorno fatto dal Signore”, risorge! Quel corpo è, dunque, il “luogo” della danza di libertà della Pasqua!

Ora la Pasqua di Gesù cerca spazio nel nostro corpo, nella nostra vita concreta, nelle nostre storie … la Pasqua di Gesù cerca spazio nel corpo ecclesiale, bisognoso di trasformarsi sempre più nel Corpo di Cristo di cui è chiamata ad essere visibilità nella storia!

E’ la Pasqua del Signore (cfr Es 12, 11)! Il mondo “vecchio” è stato oscurato dall’“ombra” della Croce ed il tramonto del Venerdì Santo è stato il tramonto di un “vecchio mondo”, e così, all’alba del primo giorno dopo il sabato, poté sorgere il “giorno nuovo”! Chi si accorge di questa aurora comincia a vivere da risorto, chi non vuole accorgersene resterà ancora un “fantasma del vecchio mondo” … e si aggirerà nella storia “nuova”, nel “giorno nuovo”, ancora con i semi della morte tra le mani, con i semi del non-amore, dell’odio e della violenza, con i semi terribili dell’indifferenza che genera distanze e lacerazioni … Chi se ne accorge inizia una corsa con il cuore in gola per annunziare che il “mondo nuovo” è davvero sorto! Una corsa …come quella di Pietro e del Discepolo amato all’alba di Pasqua … come quella, ma in fondo diversa da quella: quella loro corsa fu, infatti, animata solo da ricerca di verità e da stupore … la corsa di chi ha scoperto il giorno nuovo è una corsa gioiosa e libera, gioiosa e portatrice di libertà … e sono belli sui monti i piedi di chi evangelizza la pace e dice a Sion: E’ finita la tua schiavitù! (cfr Is 52, 7)

Chi non intraprende questa corsa è ancora un “fantasma del vecchio mondo” … quando la Chiesa non sente in sé la “febbre” dell’annunzio dell’Evangelo deve avere grande paura … ha dimenticato il “nuovo mondo”, ha dimenticato che essa vive innestata nell’“Uomo nuovo” che è Gesù Cristo! Quando c’è questa dimenticanza ci si “siede”, si vuole solo possedere il presente, ci si abitua ai fantasmi del vecchio mondo e si diventa, a propria volta, fantasmi di un mondo di morte che tenterà sempre di rotolare nuovamente la gran pietra all’ingresso del sepolcro di Cristo. Perché ci si dimentichi che è una tomba vuota, perché ci si dimentichi che il Risorto un giorno ci ha cercati e ha fissato i suoi occhi nei nostri per farci risorti con Lui, come ha scritto Paolo nella sua Lettera ai cristiani di Colossi, per riempirci di vita vera, per darci la possibilità di amare come Lui ha amato, di sperare come Lui ha sperato, di credere come Lui ha creduto!

Il Signore ci conceda di non seppellire di nuovo l’amore, la speranza e la fede dietro la pesante pietra della dimenticanza!

Da oggi, lo sappiamo, la morte ha lasciato a terra le sue spoglie, le sue catene, i suoi funebri lenzuoli … Cristo Gesù l’ha vinta e l’ha vinta per tutti gli uomini! E’ la Pasqua del Signore!

Se lo sappiamo, se l’abbiamo “conosciuta” nella nostra carne questa Pasqua di Gesù, corriamo, corriamo senza risparmiarci … si può e si deve spendere la vita per questa corsa! E la Pasqua correrà le vie del mondo e della storia! Può correre solo così, con i nostri poveri piedi! E sarà canto di “alleluja”!

p . Fabrizio Cristarella Orestano

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